Makeover nei film: le storie di trasformazione più belle
Di storie di makeover, trasformazioni di un personaggio attraverso il cambiamento del look, è pieno il cinema. E nella classifica dei miei film preferiti di sempre non potevano certo mancare pellicole in cui, come avviene da Ceneretola a Pretty Woman, passando per Grease, la protagonista cresce, matura e cambia il suo destino a partire dal suo aspetto. Una trasformazione esteriore che riflette, e rafforza allo stesso tempo, quella interiore. Una nuova immagine attraverso cui si esprime consapevolezza e affermazione di sé.
Non parlo di storie in cui, banalmente e superficialmente, una ragazza passa dal non curarsi a mettere tacchi alti e rossetto, ma di vere evoluzioni del personaggio, della sua immagine dell’io – le idee che ha di sé, di chi è e come vede se stesso – che ne influenza l’immagine e lo stile e allo stesso tempo ne viene influenzata.
Cos’è un makeover
Il makeover non è un momento: è il culmine di un’evoluzione. Per forza di cose, in un film ci sono tempi brevi, ma ciò aiuta anche a capire quanto la comunicazione attraverso la propria immagine possa essere potente. Come sia espressione di cambiamenti interiori, come influenzi l’idea che noi abbiamo di noi stessi, non semplicemente quella che gli altri hanno di noi, e che di noi comunichiamo agli altri.
Ma vediamo quello che voglio dire prendendo in rassegna i miei makeover preferiti nei film (e non solo).
Una donna in carriera
La segretaria Tess-Melanie Griffith comincia a vestirsi, a parlare e a comportarsi come un vero capo e riesce finalmente a farsi ascoltare e a realizzare i suoi progetti d’affari. Il suo makeover è la trasposizione sul grande schermo dei principi del libro “Dress for success”, il best seller del 1975 di John T. Molloy sull’effetto dell’abbigliamento sul successo di una persona negli affari e nella vita privata. Non per nulla l’autore è considerato il padre della consulenza d’immagine.

Il Diavolo veste Prada
Di vedere Andrea-Anne Hathaway trasformarsi da brutto (si fa solo per dire) anatroccolo dai maglioncini cerulei infeltriti a cigno fashionista griffato Chanel non mi stancherei mai. Il cambiamento che mi piace di più, però, è nel make-up. Quello giusto non ha bisogno di farsi notare: sopracciglia definite, un tocco di matita nera che valorizza i grandi occhi, il rossetto che veste le bellissime labbra e il gioco è fatto. Andy è intelligente, vuole fare la giornalista e crede di non doversi interessare al suo aspetto, ma entrando nel mondo di Runway, la più prestigiosa rivista di moda, scopre che anche il dress code ha la sua parte, che le piace vedersi ancora più bella e che questo non la rende meno talentuosa. Perché i pregiudizi sono sempre sbagliati e quello che conta e per cui dobbiamo combattere – a volte anche con noi stesse – è essere libere di essere diverse e come noi vogliamo essere.

Il mio grosso grasso matrimonio greco
A volte si ha bisogno di una scossa per uscire dal guscio e dare voce a se stessi. Per Toula-Nia Vardalos la scossa arriva quando l’anziano padre padrone le fa notare, sconsolato, che sembra una vecchia anche se ha solo 30 anni. È allora che decide di frequentare un corso all’università, comincia a guardare fuori dal nido familiare, a curarsi di più e a capire che può essere libera e scegliere lei quello che vuole per la sua vita.

My fair lady, Una cenerentola a Parigi, Sabrina, Vacanze romane
Adoro Audrey Hepburn. I suoi look e i suoi makeover sono indimenticabili ed ecco quindi spiegata la lista. Da povera fioraia a dama di alta classe, da commessa in una libreria di Manhattan a modella per i boulevards di Parigi, da impacciata e timida figlia dell’autista a giovane donna chic ed elegante e infine da principessa sognatrice e immatura a turista per le strade di Roma, un’esperienza che la trasformerà in una futura sovrana conscia dei suoi doveri e che comincia con un indimenticabile taglio di capelli. Quanto spesso un taglio di capelli rappresenta un cambiamento molto più profondo? Se non avete visto uno di questi film, rimediate subito.




Frozen 1 e 2
Chi non ha cantato Let it go con Elsa almeno una volta nella vita? È un brano liberatorio anche per lo spettatore: finalmente la giovane regina lascia andare se stessa e il suo potere, non deve nascondersi e trattenersi più, è libera. Ed ecco apparire i suoi veri colori, cambia acconciatura, vestito, trucco, atteggiamento e modo di camminare (And I’ll rise like the break of dawn ♪ ♫). O, in realtà, non cambia nulla, rende solo visibile anche all’esterno ciò che è sempre stata, che ha sempre dovuto reprimere e che ora ha il coraggio di mostrare alla luce del sole (Here I stand in the light of day ♪ ♫). E la sorella Anna quando la rivede se ne accorge.

Ma questo è solo l’inizio. Maturare è un percorso, che come tale ha le sue fasi e non si ferma mai del tutto. Mentre cerca il segreto di Arendelle, Elsa scopre le sue origini, quel pezzo di passato che le fa capire il presente e cambiare il futuro. Mentre canta Show yourself/Mostrati si accorge che è con se stessa che sta parlando. Purtroppo, come spesso accade, il doppiaggio della versione italiana non aiuta. Il messaggio della canzone in lingua originale è molto più potente e chiaro.
Nel momento del makeover è la voce che viene dal fiume che si rivolge ad Elsa dicendole:
Show yourself
Step in to your power
Grow yourself
into something new
You are the one you’ve been waiting
all of my/your life
Show yourself
Se fossi intonata e potessi spiegare ai miei clienti cosa li aspetta nella nostra avventura insieme, cantando come in un musical senza sembrare pazza, è questo che canterei.
E a proposito di musical…
Wicked
Ci spostiamo a Broadway per il mio preferito. Glinda – La strega buona del Nord del Mago di Oz – praticamente offre una consulenza d’immagine a Elphaba: “And when someone needs a makeover, I simply have to take over” per farla diventare popolare Popuuular come lei (un po’ meno in realtà). Ma l’obiettivo del consulente d’immagine non è quello: è aiutare a far esprimere pienamente qualcuno anche attraverso la sua immagine e il suo stile, per se stesso prima di tutto e senza scopiazzare nessuno. Anche per Elphaba arriverà quel momento: scioglierà i capelli, toglierà gli occhiali, e con in testa il suo cappello a punta sarà pronta a sconfiggere la gravità senza più paura, perché “Everyone deserves the chance to fly”.

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